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La nanotuta Endgame di Iron Man, finzione o realtà?

nanotuta endgame

Le quattro fasi della materia intelligente che ci porteranno alla nanotuta Endgame di Iron Man

Cosa è la nanotuta Endgame di Iron Man? Prendiamo un tessuto, uniamolo ad una IA potentissima e cosa otteniamo? La tuta del futuro, un’ indumento in grado di rispondere in modo intelligente alle proprie esigenze in completa autonomia.

Immagina un tessuto che sia in grado di aumentare o diminuire la temperatura del tuo corpo, reagire disperdendo la troppa umidità presente nell’aria; immagina che la tuta possa mutare di dimensione e forma aggiungendo ad esempio delle protesi cyborg in grado di fare cose stupefacenti.
Sembra l’incipit di un film di fantascienza ma la verità è che la materia intelligente è molto più vicina di quanto si possa credere e ad oggi abbiamo quasi la tecnologia per poterla costruire!

L’idea alla base della nanotuta endgame è quella di integrare la materia con una rete di circuiti di calcolo sparsi invece di delegare il controllo ad un singolo controller esterno, questa rete di imput e output creerà un sistema simile a quello neurologico umano in grado di imparare, evolvere e memorizzare proprio come è solito fare il cervello umano.

Questo processo tecnologico è denominato calcolo neuromorfo, attraverso di esso la materia non solo registrerà le nostre preferenze attuali ma sarà in grado di prevedere quali siano le nostre esigenze future dando risposte adeguate.
Hai capito ora come la creazione della tuta Endgame di Iron Man sia sempre più realtà.

Materia intelligente, una nuova frontiera

L’essere umano si è sempre distinto per una certa bravura nello scoprire ed utilizzare materiali sempre diversi, questa attività ci ha portato a selezionare materiali sempre più adatti alle nostre esigenze, dai combustibili del passato fino a giungere ai materiali con cui componiamo oggi gli shuttle spaziali.

Per quanto l’attività di selezione della materia sia stata un passo fondamentale per la nostra evoluzione tale materia è intesa come passiva, in parole povere l’abbiamo cercata, trovata e utilizzata per svolgere determinati compiti.

In natura tuttavia è presente una materia ancora più interessante, la materia intelligente o attiva, ne è un esempio molto semplice la pelle umana che è in grado in completa autonomia di regolare la temperatura attraverso il sudore, rimarginare piccole ferite, proteggerci dalla pressione e così via.

Se il cervello è in grado di comunicare alla materia del proprio corpo questi processi perchè non riusciamo ad applicare tale capacità alla materia?
Una spiegazione può essere data spiegando che l’attuale struttura informatica fatica a mantenere un ritmo energetico e una velocità di processo come quella del cervello.

Attraverso il calcolo neuromorfico si potrà permettere alla materia di arrivare ad una elocità di processo simile a quella del sistema neurologico umano mantenendo tuttavia i consumi energetici ridotti al minimo.
Il calcolo neuromorfo ovviamente necessità di un lavoro di aggiornamento degli attuali strumenti informatici che utilizziamo, alcune modifiche son state già apportate ai microchip dei computer evitando la divisione tra la componete elaborativa e quella della memoria integrandole in un unico slot fisico.

Le quattro fasi della materia

La corsa alla materia intelligente secondo gli scienziati si compone di quattro fasi

1.0 fase strutturale

La materia per quanto possa essere complessa non cambia le sue proprietà.

2.0 fase reattiva

La materia reagisce e muta la sua composizione in risposta all’ambiente circostante. Ne sono un esempio i muscoli artificiali che mutano la propria elasticità e dimensione a seconda dello sforzo o la pelle di alcuni animali che muta colore al fine di mimetizzarsi con l’ambiente.

3.0 fase adattiva

La materia è dotata di un sistema di elaborazione integrato che gli permette di analizzare le informazioni raccolte e fornire una riposta come feedback ad esse. Anche in questa fase la materia segue tuttavia una programmazione di base.

4.0 fase intelligente

E’ lo stadio più avanzato della materia, in questa fase il materiale analizza, memorizza, si adatta e impara dalla propria esperienza determinando così l’azione da svolgere.
La materia intelligente apre infine possibilità di applicazione, possiamo ipotizzare che in futuro essa verrà integrata persino con il sistema nervoso umano creando una sorta di rete perennemente connessa tra essere umano e ambiente.

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Redazione Future Bay

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