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Cosa è la blockchain

cosa è la blockchain

Cosa è la blockchain, una delle tecnologie più promettenti per il futuro

Cosa è la blockchain? Se sei interessato al mondo delle banche, oppure agli investimenti online o ancora alle criptovalute, che stanno riscuotendo un enorme successo tanto da diventare, in alcuni casi, un metodo di pagamento riconosciuto anche da enti tradizionali, avrai sicuramente sentito parare di blockchain.

Per riuscire a capirne appieno il suo funzionamento devi avere delle competenze informatiche non indifferenti. Si tratta di una tecnologia recente di tracciamento delle transazioni, ma andiamo con ordine. Innanzitutto è importante che tu abbia ben chiaro cosa sia un database.

Cosa si intende con database

Un base di dati, in Inglese database appunto, è una raccolta organizzata di informazioni elementarizzate in una memoria di un dispositivo informatico. La gestione è affidata a un DBMS, ossia a un particolare software che consente di gestire tutta la base di dati, consultare le informazioni disposte in tabelle e inserire nuovi record.

Si potrebbe pensare a un foglio di calcolo, il quale scopo sia solamente quello di memorizzare dati in modo altamente efficiente e ottimizzato, specie quando si tratta di moli significative di informazioni. Quando il traffico si fa complicato da gestire, il DBMS viene installato in una o più macchine con hardware specifico a tale scopo e con prestazioni molto elevate.

Il principale vantaggio di un database consiste nell’assicurare che i dati in esso contenuti siano consistenti, ossia che non vi sia mai il pericolo di perdite o ambiguità, grazie alla segmentazione delle informazioni in dati atomici.

Cosa c’entra con la blockchain?

A differenza di un database, in una blockchain i dati sono memorizzati in blocchi piuttosto che singolarmente. Un singolo blocco ha uno spazio limitato e una volta che viene riempito, si aggancia al blocco precedentemente inserito, creando una catena di blocchi appunto.

Questa concatenazione consente di ottenere un database di informazioni, ma non vale il contrario (ossia un database non è detto che si possa considerare blockchain).

Come funziona la rete?

Perché tu possa comprendere la risposta a questa domanda, è necessario prima chiarire come funzioni effettivamente la blockchain prendendo come esempio il Bitcoin. I dati da memorizzare nella rete della più famosa e ricca criptovaluta del mondo sono relativi alle transazioni.

Il problema è che si tratta di una rete decentralizzata: ogni utente che decide di unirsi, deve scaricare tutto il database creato fino a quel momento. Ogni nodo della rete dispone di tutte le informazioni necessarie alla verifica di quanto viene inserito. Quando avviene una nuova transazione, infatti, essa deve essere registrata nella blockchain.

Prima che ciò avvenga, deve necessariamente essere approvata e un gruppo di macchine facenti parte del network si occupano della sua validazione. Dopodiché viene creato un codice univoco che la identifica e inserita in un blocco. Quando i blocco viene riempito, viene aggiunto ala rete e scaricato da tutti i nodi, detti peer.

La questione della sicurezza

Innanzitutto, un blocco viene sempre aggiunto al termine della catena e non è più possibile tornare indietro. Questo impedisce di alterare le informazioni fino ad allora presenti, che determinano unilateralmente la validità dell’intera rete.

Un termine importante nella blockchain è l’hash. Attraverso una funzione matematica, per ogni blocco viene calcolata una stringa di numeri e lettere che prende il nome di hash, appunto, ossia riassunto di quanto contenuto. È ovviamente una stringa incomprensibile di per se, ma identifica univocamente quel blocco. Se cambiassi anche un singolo bit in uno dei blocchi, l’hash sarebbe totalmente diverso invalidando la modifica.

Ecco perché, pur potendo consultare tutte le transazioni completate fino ad allora, sarebbe impossibile spostare forzatamente i bitcoin in un diverso conto senza che la transazione venga validata.
Se anche provassi, dal momento che ogni nodo detiene una copia di tutta la blockchain, la tua risulterebbe diversa da tutte le altre e verrebbe scartata.
Per poterlo fare dovresti modificare contemporaneamente almeno il 51% dei blocchi di tutta la rete, cosa impossibile.

Perché si usa?

La blockchain torna utile per due motivi principalmente: la validazione di ogni informazione inserita, perciò avere un’inconsistenza è impossibile e, soprattutto, per la rintracciabilità dei dati.

Walmart, il colosso statunitense dei supermercati, ha deciso di affidarsi a un tale network per registrare tutte le tappe degli alimenti venduti.
Al verificarsi di un problema, potrebbe facilmente risalire al percorso effettuato dal lotto incriminato, essendo certa della validità delle informazioni.

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Redazione Future Bay

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