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I dati Fitbit suggeriscono il potenziale per il rilevamento precoce di COVID-19

fitbit coronavirus

Combattere il Covid-19 grazie al FitBit ed altre teconologie utili

La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la nostra salute psico-fisica durante questi mesi, ma finalmente si inizia a vedere la luce, anche grazie a dispositivi come il FitBit e ad altre tecnologie utili.

Già da un mese è iniziata la campagna di vaccinazione che dovrebbe porre fine a questa pandemia. Ma anche con il vaccino dovrà trascorrere ancora un po’ di tempo affinché tutta la popolazione sia immune a questo virus.

Fino ad allora è buona norma seguire le guide del Governo per porre fine a questa pandemia, stando attenti sia per noi stessi che per gli altri.
Oltre a questo si può usufruire di innovazioni tecnologiche che ci vengono in aiuto per superare e affrontare il momento.


Esistono, anche se non particolarmente diffusi, dei dispositivi indossabili in grado di rilevare nelle persone asintomatiche parametri che possano ricondurre ad una diagnosi precoce, individuando così un eventuale positività. I dispositivi in questione sono degli smartwatch Fitbit.

Covid-19: Fitbit rilevamento parametri

Di recente è stato effettuato uno studio dalla Stanford University in cui sono state coinvolti 3500 individui e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Biomedical Engineering.

Qui si può leggere che è possibile rilevare l’infezione ancor prima che i sintomi si manifestino, solo attraverso dei dati elaborati da uno smartwatch. Infatti il capo del progetto ha confermato che i dati raccolti dai Fitbit sono in grado di rilevare i casi di Covid-19 presintomatici.

Fitbit: dati biometrici

Dopo aver esaminato una trentina di persone positive al Covid-19 si è notato che più dell’80% hanno dimostrando alterazioni nella durata del sonno, nel numero di passi quotidiani e nella frequenza cardiaca.
Quindi sono stati sottoposti altri individui ad un confronto, sia individui con malattie pregresse che del tutto sani.

Tutti coloro che a cui erano state tenuto sotto controllo le alterazioni fisiologiche sono riusciti ad avere una diagnosi una decina di giorni prima dello scatenarsi dei sintomi e spesso la diagnosi precoce è determinante per attuare una terapia efficace.


Un approccio simile potrebbe essere usato, insieme ad altri metodi diagnostici già esistenti, per aiutare il sistema sanitario.
Tenendo sotto controllo i parametri legati al Covid-19, lo smartwatch potrebbe comunicare preventivamente all’individuo di essere potenzialmente infetto e ridurre i possibili contagi.

Proprio perché l’individuo scoprendosi positivo si potrebbe auto-isolare e contattare tempestivamente appositi uffici per effettuare eventuali accertamenti.
Un individuo potenzialmente infetto e asintomatico, in questo modo potrebbe evitare di infettare altre persone a sua insaputa, diminuendo così la curva di contagio generale.

Quindi la tecnologi potrebbe risultare nuovamente un’arma contro la diffusione del Covid-19, andandosi a sommare alle misure di distanziamento e di tracciamento, oppure alla misurazione dell’ossigeno nel sangue, attraverso un pulsiossimetro, che in molti smartwatch è già presente e funzionante.

Adozione smartwatch per tracciamento: non impossibile

Anche se non sarà un’adozione immediata, quella dello smartwatch come sistema di tracciamento e rilevazione dei parametri non è una scelta del tutto inaccessibile, bisognerà solo lavorare sul alcuni aspetti lunghi e tortuosi, come la definizione di alcuni protocolli operativi.

Bisognerà capire come elaborare e raccogliere tutti i dati senza ledere alla privacy dei cittadini, quindi tutto deve essere conforme alle norme riguardanti il trattamento dei dati personali.


Inoltre, bisognerebbe studiare come non impattare troppo sul portafoglio dei cittadini e quali dispositivi scegliere ed adottare, sviluppando poi un software adatto e funzionante per questo compito.

Da tutti gli studi che sono stati fatti in merito la maggior parte degli esaminanti indossava un Fitbit, circa 3300 individui, mentre indossavano Apple in circa 980 e il brand Garmin è stato indossato da circa 400 persone.

Tra questi il primo marchio risulta essere il più affidabile in termini di leggibilità e dettaglio dei parametri presi.
Nonostante questo gli studi e le ricerche su come adottare un metodo di questo tipo per contrastare la diffusione di Covid-19 rimangono aperte e al più presto si saprà qualcosa in più in merito.

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Redazione Future Bay

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